CONVEGNO BICENTENARIO AIDEA – Un po’ di numeri … dal comitato scientifico

10 ottobre, 2013 0 comments

Abbiamo ricevuto 444 paper (65% da Università Italiane, 35% da Università straniere di 38 differenti nazioni). 

A seguito di una revisione anonima, ne abbiamo selezionati 289, con un tasso di accettazione del 65%, percentuale che riteniamo corretta e che avrebbe potuto essere solo lievemente superiore se avessimo avuto maggiori sessioni disponibili. 

Il tasso di accettazione si presenta senza sostanziali diversità nelle differenti track (il minimo – 57% – nella Track 6) e, soprattutto, senza una effettiva diversità fra autori italiani e stranieri. Segno, questo, di una sostanziale uniformità qualitativa delle ricerche nazionali ed estere. 

Abbiamo così ottenuto un Convegno aperto ai non soci (più del 60% degli iscritti al convegno sono non soci Aidea: o stranieri o giovani ricercatori italiani) e con una partecipazione internazionale come indicato nella tabella E. 

Ben 237 dei 289 paper che saranno presentati (pari all’82%) sono scritti in inglese (come indicato nella tabella F).  Tale percentuale è segno di disponibilità ed impegno dei nostri ricercatori al confronto internazionale. Sono stati presentati paper in inglese anche nelle sessioni che si svolgeranno in italiano (come suggerito nel call for paper). Inoltre, analizzando nel dettaglio i paper selezionati, si nota una tendenza a ricercare e pubblicare insieme ad altri studiosi (il numero medio di autori per paper è 2,25 e la distribuzione è dettagliata nella tabella G). Soltanto il 31% dei paper accettati hanno un unico autore e tale percentuale è ancora inferiore per gli autori italiani. 

Approfondendo la composizione degli autori degli articoli si segnala che i coautoraggi sono per lo più fra ricercatori di sedi universitarie differenti. Questo fenomeno va di pari passo con quello della diversità di profilo scientifico dei medesimi, con evidenziazione del carattere di interdisciplinarietà delle ricerche di Economia Aziendale.   Resta da fare ancora molta strada, invece, sulla via della integrazione dei nostri ricercatori nelle comunità scientifiche internazionali di riferimento: infatti, soltanto 14 articoli (il 5%) vedono la presenza di autori italiani e stranieri che hanno lavorato insieme.

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