La corporate governance nell’esperienza nazionale e internazionale

1 marzo, 2008 0 comments

GRUPPO DI STUDIO E ATTENZIONE AIDEA

La corporate governance nell’esperienza nazionale e internazionale: aspetti comparativi
e profili evolutivi ”

 

Coordinatore:
Prof. Fabio Fortuna
Università Telematica delle Scienze Umane di Roma­ (UNISU)
Facoltà di Economia

Referente C.D. AIDEA:
Prof.Mauro Paoloni
Università Roma tre
Facoltà di Economia

 

1. IL TEMA

In anni recenti, in particolare nell’ultimo decennio, si è fortemente sviluppato il dibattito sulla corporate governance.
Ciò è avvenuto in concomitanza e in stretta connessione con la notevole evoluzione dell’attività d’impresa da cui aveva avuto origine una rilevante crescita dimensionale sfociata nell’affermazione della grande impresa e nel conseguente frazionamento della proprietà.
In realtà, già in passato le delicate problematiche relative al governo d’impresa erano state oggetto di analisi e riflessioni da parte di autorevoli studiosi che ne avevano intuito la determinante importanza ai fini dell’accrescimento del grado di accountability e, più in generale, del livello di competitività delle aziende.
È incontestabile che la chiave di lettura fondamentale del concetto di corporate governance risieda proprio nella sua assoluta rilevanza in termini di capacità di attrazione delle scelte degli investitori che si orientano con intensità crescente in ambiti transnazionali.
Il successo delle iniziative imprenditoriali, infatti, è sempre più condizionato, in un contesto ambientale dinamico, turbolento,  competitivo e globalizzato, dalla predisposizione di un adeguato assetto di direzione e controllo che possa consentire la realizzazione di una piena competitività su scala internazionale.
La significativa crescita dimensionale delle imprese, l’inasprimento della concorrenza, le strategie aziendali spesso discutibili e avventate da un lato, l’eccezionale dinamismo dei sistemi economici e la straordinaria evoluzione dei mercati finanziari, dall’altro, hanno originato, già dalla seconda metà degli anni ’80, un notevole aumento di interesse alla tematica in oggetto.
In particolare nell’America del Nord, nell’Europa Occidentale e in Giappone, dissesti finanziari e crisi di grandi aziende hanno messo in crisi modelli di governo d’impresa fino ad allora accettati ed utilizzati, facendo sorgere la necessità di interrogarsi sui possibili interventi da effettuare per migliorare l’efficacia e l’efficienza dei complessi aziendali.
In tempi più recenti, abbiamo assistito a scandali societari nazionali e internazionali che hanno portato nuova linfa al dibattito sul governo d’impresa e si è acquisita la consapevolezza dell’imprescindibilità di approfondire ulteriormente l’analisi delle problematiche di governance, soprattutto in riferimento alle imprese di grandi dimensioni.
Tali eventi, infatti, sono maturati anche per carenze nei processi di governo e nei sistemi di controllo che, spesso, si sono rivelati inadeguati o, quantomeno, non sono stati in grado di espletare correttamente le proprie funzioni.

 

2. GLI OBIETTIVI

Il confronto tra esperienza italiana e internazionale rappresenta un momento di analisi che, fatte salve le peculiarità del nostro sistema imprenditoriale, deve essere proficuamente utilizzato per spunti di riflessione tendenti a migliorare i sistemi di direzione e controllo delle imprese nazionali, al fine di innalzarne il livello di competitività nel contesto internazionale.
Negli ultimi anni, non a caso, è cresciuta l’attenzione verso problematiche, quali ad esempio la tutela delle minoranze, in passato un po’ trascurate per il fatto che non se ne era compresa l’importanza per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’impresa; il mercato, infatti, giudica i complessi aziendali non più soltanto in funzione dell’efficacia e dell’efficienza, ma in generale in base al loro grado di accountability nei confronti degli stakeholders. Soltanto attraverso una piena presa di coscienza dell’assoluta rilevanza della tutela di questi ultimi, si può giungere ad un equilibrio funzionale al soddisfacimento dei loro diversi interessi, spesso non coincidenti, e al raggiungimento degli obiettivi imprenditoriali.
Nell’accezione sopra descritta, fondamentale importanza assumono i rapporti che si instaurano tra i soggetti coinvolti a vario titolo nell’attività dell’impresa:

  1. azionisti che mirano alla massimizzazione del valore dell’impresa;
  2. manager che risultano sempre più protagonisti del processo decisionale, avendo l’opportunità di disporre di informazioni esclusive;
  3. amministratori che spesso, soprattutto in passato, hanno posto in essere un comportamento di semplice ratifica della volontà degli azionisti di maggioranza, anziché assumere un deciso ruolo di guida e coordinamento dell’attività d’impresa;
  4. altri gruppi di interesse che formulano delle attese in termini di condotta e di risultati dell’impresa;
  5. società di revisione e organi di internal auditing.

Alla luce delle osservazioni esposte, il presente gruppo di studio intende indagare sui principali aspetti e problematiche della corporate governance a livello nazionale e internazionale e offrirne un quadro d’insieme, soprattutto in riferimento alla rilevanza di quest’ultima ai fini di un corretto, armonioso e proficuo sviluppo dell’attività imprenditoriale.
Il lavoro dei partecipanti, quindi, si svilupperà con l’intento di realizzare un’analisi comparativa delle principali esperienze maturate nell’ambito domestico e internazionale, sviluppando alcuni temi di estremo interesse e attualità, in stretta connessione alle ricadute nella realtà operativa con particolare attenzione alle imprese di rilevanti dimensioni.
Tra tali temi, si segnalano:

  1. sistemi e modelli di governance;
  2. assetti proprietari e corporate governance;
  3. soggetti della corporate governance, loro rapporti e problematiche connesse;
  4. ruolo, composizione e funzionamento del Consiglio di amministrazione;
  5. sistemi di controllo interno e corporate governance;
  6. corporate governance e comunicazione esterna d’impresa;
  7. corporate governance e creazione di valore;
  8. corporate governance, responsabilità sociale ed etica d’impresa.

Il dibattito, ampiamente giustificato dalla imprescindibilità di migliorare i sistemi di direzione e controllo ai fini del successo delle iniziative imprenditoriali, è destinato a intensificarsi nei prossimi anni; quest’ultimo elemento dovrà essere tenuto ben presente e portare ad un’analisi prospettica in riferimento alle attività di ricerca sviluppate.
Proprio da queste considerazioni è scaturito il desiderio di mettere insieme le idee maturate e che matureranno nei partecipanti che già si sono occupati del governo d’impresa con altre di coloro che per la prima volta svolgeranno una specifica attività di ricerca  su tale tematica.

3. LA COSTITUZIONE DEL GRUPPO DI LAVORO E LE SUCCESSIVE ADESIONI

Il gruppo di lavoro nasce nel febbraio 2008 per volontà di alcuni studiosi di economia aziendale particolarmente interessati al tema della corporate governance, con la possibilità  di attivare successivamente un progetto di ricerca di interesse  nazionale.
Sono promotori dell’iniziativa, oltre a Fabio Fortuna (coordinatore) e Mauro Paoloni (referente AIDEA) i seguenti professori:

  1. Umberto Bertini, ordinario di economia aziendale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Pisa;
  2. Silvio Bianchi Martini, ordinario di economia aziendale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Pisa;
  3. Arturo Capasso, ordinario di economia e gestione delle imprese presso la Facoltà di Scienze economiche e aziendali dell’Università del Sannio;
  4. Antonio Costa, straordinario di economia aziendale presso la Facoltà di Economia  dell’Università del Salento;
  5. Luigi  Fici, straordinario di economia aziendale presso la Facoltà di Economia  dell’Università della Tuscia;
  6. Stefano Garzella, ordinario di economia aziendale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Napoli – Parthenope;
  7. Michele Galeotti, straordinario di economia aziendale presso la Facoltà di Scienze statistiche dell’Università  La Sapienza di Roma;
  8. Andrea Paci, ordinario di economia e gestione delle imprese presso la Facoltà di Economia dell’Università di Firenze;
  9. Paola Paniccia, straordinaria di economia e gestione delle imprese presso la Facoltà di Economia dell’Università di Roma – Tor Vergata;
  10. Alessandro Zattoni, straordinario di economia aziendale presso la Facoltà di Economia  dell’Università di Napoli-  Parthenope.

Colleghi e studiosi interessati a partecipare ai lavori possono manifestare la propria adesione, inviando una comunicazione al Prof. Fabio Fortuna, i cui recapiti sono:

  1. Posta elettronica: fabio.fortuna@unisu.it
  2. Numeri di telefono: 335/6099541 – 06/7025968 (UNISU)

Il termine ultimo per le adesioni è il 31 marzo 2008.

4. TEMPI E MODALITA’DI ATTUAZIONE

I lavori del gruppo di studio si svilupperanno in un arco temporale di circa 15-18 mesi per concludersi orientativamente nell’estate-autunno 2009.
In tale periodo sono previsti:

    • incontri da concordare tra i partecipanti con cadenza bimestrale o trimestrale da effettuarsi preferibilmente nelle sedi universitarie più facilmente raggiungibili;
    • predisposizione di working paper e relativa presentazione in workshop eventualmente organizzati;
    • pubblicazioni da realizzare in relazione alle tematiche oggetto di studio e approfondimento;
    • organizzazione di un convegno di fine lavori in cui verranno presentati i risultati delle ricerche effettuate.

- Verbale 24 Giugno 2008

- Verbale 3 Dicembre 2008

- Verbale 2 Luglio 2009

- Adesioni

- Locandina Convegno 6 Ottobre 2010

- Sintesi dei lavori

 

Posts Correlati