Management, arti e culture: GSA AIDEA

16 marzo, 2013 0 comments

Gruppo di Studio e di Attenzione AIDEA

Management, arti e culture(MgntAC)

Coordinatore: Prof. Luca Zan

Referente CD AIDEA: Prof. Giorgio Bertinetti

 

Presentazione del progetto

Da ormai diversi anni le discipline economico-aziendali si sono proposte come utili strumenti da impiegare nella gestione delle organizzazioni culturali e creative, profit e non profit, oltre che nella gestione delle politiche culturali di amministrazioni pubbliche ed enti territoriali a diverse scale. Questo è avvenuto per gli strumenti tipici dell’Economia Aziendale (marketing, strategie, organizzazione, analisi degli stakeholder, prospettiva contabile e finanziaria), fino a coinvolgere e suscitare sconfinamenti interdisciplinari con i campi della Sociologia dell’arte e della cultura, della Geografia Economica e della Pianificazione territoriale (Urban studies), delle discipline umanistiche e filosofiche.

 È stato raggiunto un elevato grado di diffusione del dibattito anche al di fuori dell’accademia (si pensi anche agli outlet divulgativi come le pagine culturali dei quotidiani e alla ricorrenza nel discorso mediatico e politico di nozioni come “economia della cultura”, “distretto culturale” ecc.), e in alcuni casi si è probabilmente trasceso l’ambito di applicazione della dottrina economico-aziendale riducendola a formule semplificate, con uno sfruttamento “strumentale” del management applicato alla cultura. Posto che l’applicazione degli strumenti propri delle nostre discipline a contesti particolari e idiosincratici come quelli dell’arte e della cultura non possa essere operata acriticamente, si ritiene che vi siano ancora ampie possibilità di applicazione degli approcci analitici, filosofie progettuali e altri strumenti propri delle discipline manageriali al contesto delle organizzazioni e degli attori culturali, che si trovano a fronteggiare problemi di sopravvivenza (economici), inaspriti dalla drammatica riduzione di fondi pubblici e privati alle organizzazioni artistiche e culturali, che sono gravemente minacciati dall’attuale congiuntura economica e finanziaria. Allo stesso tempo, la pratica di continuo confronto di alcuni dei proponenti il presente gruppo conferma come dagli stessi operatori culturali provengano richieste di scambio e contaminazione tra le pratiche artistiche creative e organizzative e le teorie e gli strumenti economici e gestionali, soprattutto in ambiti come l’imprenditorialità, l’innovazione, le opportunità offerte dai settori emergenti come quello dei media digitali.

 A partire da queste premesse, il gruppo di studio e attenzione qui proposto si pone un insieme articolato di interessi sostantivi e metodologici.

 Da un punto di vista sostantivo, infatti, si può evidenziare una scarsa attenzione da parte degli studi di management alle questioni di arte e cultural in generale:

  • In termini relativi sono pochissimi i lavori – empirici e teorici – che si occupano di organizzazioni culturali. Seppure la nostra vita – e soprattutto la “qualità della vita” – dipende in modo drammatico dal contributo delle arti, gli studi sull’economia e l’organizzazione di questi aspetti sono carenti, tanto sul lato della domanda (quanto si sono modificati radicalmente i nostri consumi negli ultimi 50 anni?), che dal lato dell’offerta (con le trasformazioni epocali nei modi di produrre e erogare arte, che tra l’altro interessano una fatta non certo marginale del PIL, specie in paesi come l’Italia).
  • Peraltro la voluta indeterminatezza del titolo del gruppo di attenzione – con un  generico riferimento a “arti” e “culture” – vuole anche recepire la possibilità di implicazioni più sottili che le diversità culturali in senso lato possono avere sul modo di concepire i nostri studi. Si faccia solo riferimento alle critiche di etnocentrismo (e di anglocentrismo) che emergono sempre più radicalmente rispetto ad una impostazione acontestuale e astorica degli studi di management internazionale, con la conseguente esigenza di aprire le nostre riflessioni sulla varietà di processi economici e di gestione che a livello di economia mondiale – e di approccio alla global history – si possono indagare.

 Lo studio di campi come le arti e le culture hanno poi una tendenza a produrre problemi metodologici di portata non indifferente. Da una parte esistono problemi enormi di reale dialogo interdisciplinare, più che altrove, e con un ruolo sotterraneo giocato da valori professionali che tende a complicare a livelli notevoli sia i processi di ricerca che di comunicazione dei risultati. Ad esempio è noto come in ambiti simili (es. la gestione dei beni culturali in paesi di diversi contenenti), la ricerca richieda approcci di tipo etnografico, fortemente attenti alla varietà di contesti e pratiche, che poi risulta di difficile comunicazione nei modelli usuali e prevalenti della ricerca anche a livello internazionale. Difficile pubblicare su riviste “A” qualora l’interesse sia e rimanga per il fenomeno, più che per le teorie, e per di più di un fenomeno che va capito a fondo, e narrato in modi che non necessariamente soddisfano i criteri della generalizzabilità dominanti nella ricerca manageriale mainstream.

 Va inoltre rilevato come l’ambito delle arti e culture sia un’area in cui il nostro Paese si trova ancora a avere una vantaggio competitivo, posto la ricchezza del patrimonio e delle tradizione presenta.

 In questo quadro, l’obiettivo del gruppo di studio e di attenzione è quello di:

  • favorire iniziative e progetti di ricerca in questo ambito;
  • consentire e favorire momenti di approfondimento e scambio sulle esperienze di ricerca e didattica specifici a quest’area;
  • rilanciare la ricerca empirica in un’ottica di impegno civile (“we care”, nel senso di responsabilità sociale degli studiosi rispetto a questo campo e alle condizioni che vi si trovano);
  • sfruttare potenzialità di sviluppo scientifico anche a livello internazionale.

 Il GSA sarà attivo per due anni. Il metodo di lavoro prevede:

  • la attiva partecipazione come sorta di “track” informale (se non eventualmente formale, qualora si dimostrasse possibile) ai convegni AIdEA;
  • l’organizzazione di almeno due seminari l’anno (uno dei quali in connessione al convegno annuale AIdEA, con 1 giornata di lavori prima o dopo);
  • la compartecipazione del gruppo alla serie di workshop EIASM su Management of art organizations” che ha già visto quattro edizioni nell’ultimo decennio;
  • l’eventuale predisposizione di corsi congiunti a livello di dottorato;
  • la messa in campo di progetti di ricerca interateneo su questi aspetti.

  

Componenti del GSA già individuati nella fase costituente.

Segue l’elenco dei componenti già individuati nel corso di un primo incontro già tenutosi in Venezia nel Gennaio  2013:

Francesca Battistoni, IUAV

Cristina Boari, Università di Bologna

Sara Bonini Baraldi, Universitò di Bologna

Francesco Casarin, Università Ca’ Foscari Venezia

Monica Calcagno, Università Ca’ Foscari Venezia

Francesco Crisci, Università di Udine

Paolo Ferri, Università di Bologna,

Daniele Goldoni, Università Ca’ Foscari Venezia

Francesca Imperiale, Università del Salento

Maria Lusiani, Università di Bologna

Marcello Maria Mariani, Università di Bologna

Lorenzo Mizzau, Università Ca’ Foscari Venezia

Fabrizio Montanari, Università di Modena e Reggio Emilia

Andrea Moretti, Università di Udine

Anna Moretti, , Università Ca’ Foscari Venezia

Fabrizio Panozzo, Università Ca’ Foscari Venezia

Luca Pareschi, Università di Bologna

Umberto Rosin, Università Ca’ Foscari Venezia

Salvatore Russo, Università Ca’ Foscari Venezia

Annachiara Scapolan, Università di Modena e Reggio Emilia

Luigi Maria Sicca, Università Napoli Federico II

Michele Tamma, Università Ca’ Foscari Venezia

Valentina Terlizzi, Università del Salento

Luca Zan, Università di Bologna

 

Modalità di adesione

Le adesioni al GSA sono aperte fino al 20 maggio 2013. Si prevede la partecipazione di colleghi che abbiano dato già ampia dimostrazione dell’interesse e della capacità di ricerca sul tema, con pubblicazioni in merito. L’adesione è aperta a studiosi di qualsiasi grado e posizione, con particolare attenzione al ruolo, anche in posizione di “uditori”, di giovani e studiosi nelle fasi iniziali del processo di ricerca in tema.

 Per aderire al GSA contattare il Coordinatore

Prof. Luca Zan   luca.zan@unibo.it

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