Cedo bonis !!!!

Tagliavini 18 marzo, 2013 0 comments

pietra del vituperioCuriosa ma rievocante un costume crudelissimo è la «pietra del Vituperio». Alta come un paracarro a scomparsa, sorge sul lato nord del Salone (del Palazzo della ragione di Padova), ha la forma di un’incudine: nerissima e liscia era l’oggetto dello spossessamento per debiti. Ce n’è una anche a Vicenza e ne trovi pure in Lombardia. Il rito era degradante, un declassamento doloroso. La stessa sequenza di toccare per tre volte con il sedere la pietra costituisce una sorta di liturgia dell’umiliazione.  L’indebitato, un poveraccio quasi sempre incravattato dagli strozzini, sottoposto a pubblica gogna, restava in mutande pronunciando per tre volte la frase: «Cedo bonis».  In mancanza di short e boxer, l’indumento intimo era un paio di braghe di tela leggera. Da cui il detto veneto «restare im braghe di tela». Analogo rito di cancellazione sociale subiva il lebbroso considerato morto per la società civile, allontanato dal lavoro e dalla famiglia, per lui veniva celebrato un vero e proprio funerale religioso.  La «pietra del Vituperio» continuò a funzionare anche quando fu abolita la prigione per debiti. Era, questa, dove si trova oggi il palazzo delle Debite. Naturalmente aveva un altro aspetto: strette finestre inferriate e una torre, la situazione carceraria a quei tempi era tale da portare in tempi brevi alla morte.

(Il Mattino di Padova, 1 marzo 2006)

 

 

 

 

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