Dottorati: quali strategie ?

Alessandro Carretta 6 ottobre, 2013 0 comments

La discussione svolta nell’ambito della tavola rotonda Prospettive di Sviluppo dei Dottorati di Ricerca in Area Aziendale al convegno AIDEA di Lecce è stata ricca d’interventi articolati e interessanti. I dottorati di ricerca sono, infatti, un elemento centrale per il futuro della comunità degli aziendalisti.

 

Alcune delle parole chiave che sono emerse in modo ricorrente dagli interventi di Carmine Bianchi, Francesco Calza, Fabrizio Ferraro, Alessandro Lai, Luciano Marchi sono state:

 

Semplificazione: creare le diverse forme di coordinamento tra Università nazionali o estere, trovando soluzione agli ostacoli burocratici, assorbe moltissime energie e, in alcuni casi vincoli difficili da superare. Le norme nazionali, le disposizioni degli atenei e le consuetudini della comunità accademica rendono, infatti, il processo di cooperazione molto complesso. Alcune esperienze di successo del passato, che hanno coordinato le loro attività formative in modo prevalentemente informale, indicano l’esigenza di una semplificazione per evitare modelli inapplicabili per alcune realtà.

 

Sostenibilità: avere a disposizione un numero adeguato di borse e di fondi per l’attività di formazione e di ricerca dei dottorandi in modo continuativo è indispensabile per offrire un programma di qualità e una migliore dimensione delle classi di dottorato. E’ possibile, almeno in parte, attingere risorse dalle istituzioni regionali, dai fondi dell’Unione Europea o autofinanziando il dottorato con le attività di formazione manageriale.

 

Progetto: è necessario disporre di un progetto chiaro che indichi le scelte strategiche importanti, come l’obiettivo formativo, i contenuti dei programmi, i soggetti con cui allearsi (atenei della stessa o di altre regioni, altre istituzioni di ricerca, imprese). Nella costruzione del progetto si deve tener conto che i metodi dell’economia aziendale possono in parte essere sovrapposti o integrati con quelli usati nelle altre scienze sociali. Bisogna, inoltre, considerare con attenzione il Job market e il placement finale, tenendo conto dell’attuale lenta crescita delle esigenze relative alle Università italiane per i docenti/ricercatori di economia aziendale. Va ricordato che, in alcune importanti scuole europee (IESE Barcellona), i corsi di PhD hanno l’unico scopo di formare ricercatori di livello internazionale da inserire nel sistema mondiale della ricerca scientifica.

 

Trasparenza: fino ad oggi non sempre il processo di selezione è stato completamente trasparente per tutti i corsi di dottorato. Insieme al progetto è necessario sviluppare azioni di comunicazione e di verifica noti per consentire ai candidati migliori e più motivati di accedere alle borse messe a disposizione dagli Atenei.

 

Formazione: anche per i dottorati si auspica la conoscenza di tecniche e competenze nel campo della didattica, in particolare per quelli che dovranno essere i futuri docenti. Si richiede una riflessione sulla possibilità di realizzare a livello nazionale un corso in didattica, destinato anche a persone di materie diverse da quelle aziendali, in parte simile al modello ITP International Teaching Program.

 

Rete internazionale: lo sviluppo di una rete internazionale, richiesto dalla nuova normativa, rappresenta un aspetto fondamentale per creare effettivamente un processo di sviluppo di competenze, capaci di realizzare attività di ricerca d’alta qualificazione, riconosciuta anche fuori dall’Italia. Su quest’aspetto già molto si è fatto, ma sembra necessario ampliare, in modo anche più stabile e programmato, le relazioni con il mondo della ricerca internazionale, puntando, inoltre, a rendere accessibili i nostri programmi di dottorato (lingua inglese, organizzazione delle strutture, accordi con Università estere) a studenti stranieri.

 

Valutazione: i processi di valutazione saranno sicuramente facilitati da una migliore definizione degli obiettivi e dei percorsi previsti dai diversi corsi di dottorato. Il confronto tra dottorati potrà consentire un più chiaro e stabile posizionamento, evitando la “navigazione a vista” che ha caratterizzato, negli anni passati, alcuni dei dottorati in campo aziendale.

 

Gli interventi programmati, oltre a quelli dell’uditorio particolarmente qualificato e propositivo, hanno evidenziato l’utilità di provare a elencare le possibili azioni che AIDEA potrebbe o dovrebbe compiere per facilitare il processo di sviluppo e riposizionamento dei dottorati in area aziendale in Italia. I commenti di questo blog possono essere un luogo di dibattito per tutti quelli che hanno idee,  proposte e critiche in proposito, e sono interessati a esprimerle e dibatterle.

Aspetto i vostri interventi !

Riccardo Mercurio

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