L’Oscar di bilancio entra in corsia

Tagliavini 29 ottobre, 2012 0 comments

di Elio Borgonovi, Il Sole 24 Ore

Dopo che, dal maggio 2011, la parola spread è entrata quasi quotidianamente nelle case e nei discorsi degli italiani, dal giugno 2012 anche la spending review ha assunto una crescente notorietà.

Questo termine evoca, sinteticamente, un processo tramite cui si analizzano in modo approfondito le spese di ministeri, Regioni, enti locali e aziende sanitarie, per “tagliare” sprechi, inefficienze e mantenere le spese necessarie per dare servizi di qualità alla popolazione.
Un indirizzo cui non è sfuggito il Sistema sanitario nazionale, che con circa 115 miliardi di spesa annua rappresenta una delle più rilevanti voci del bilancio statale. Va subito precisato che le leggi approvate dallo Stato, anche se qualificate come spending review (si ricorda la legge 7 agosto 2012, n. 135), possono dare solo indicazioni di carattere generale, in quanto la vera revisione e ottimizzazione della spesa può essere fatta dalle Regioni con provvedimenti che razionalizzano gli ospedali, gli ambulatori, le autorizzazioni/chiusure di dipartimenti, di unità organizzative semplici o complesse, e dalle aziende sanitarie (territoriali e ospedaliere) che organizzano i servizi utilizzando personale e altri fattori produttivi.

 

I provvedimenti legislativi e amministrativi dello Stato e, a cascata, delle Regioni possono dare forza al processo di spending review, poiché determinano pressioni esterne con la riduzione dei livelli di finanziamento o con tetti posti alla spesa per determinate attività, per esempio per farmaci, acquisto di tecnologie sanitarie, numero di posti letto e via dicendo. Cosa possono e devono fare, invece, Asl e Ao? Mettere in campo conoscenze, competenze e volontà di miglioramento, nonché capacità di scegliere tra diverse soluzioni idonee a rispondere ai bisogni dei pazienti e di dare attuazione a tali scelte. Tuttavia si può segnalare che i direttori generali e i vertici manageriali delle aziende possono rispondere bene agli stimoli della legislazione e delle linee di indirizzo regionali e nazionali solo se sono in grado di ottenere la collaborazione di medici, infermieri, biologi, tecnici di laboratorio e di comunicare all’esterno il valore di servizi garantiti alla comunità.

A quest’ultimo scopo servono i rendiconti delle aziende valutati per il conferimento dell’Oscar di bilancio. Il rendiconto è infatti un insieme di documenti che hanno lo scopo di informare sui risultati economico-finanziari in termini di quantità e qualità dei servizi, in modo chiaro e di immediata comprensione anche per i non addetti ai lavori. Dopo una lunga tradizione degli Oscar di bilancio delle imprese, delle banche, e una più recente riguardante le Regioni, le Province e gli enti locali, da quest’anno il riconosciemento è assegnato anche alle aziende territoriali e alle aziende ospedaliere.
L’ampliamento del campo di applicazione non è stato facile, poiché si è dovuto ridisegnare il sistema degli indicatori, pur mantenendo l’impianto di base costituito dalla richiesta dei rendiconti finanziari, delle relazioni del collegio sindacale, delle relazioni di accompagnamento dei conti consuntivi, della disponibilità del bilancio sociale e della qualità delle informazioni disponibili e accessibili sul sito.

Più che in altri settori privati e pubblici, i dati relativi al numero e alla tipologia delle prestazioni, al numero di pazienti, alla qualità dell’assistenza sono stati considerati necessario complemento dei dati di carattere economico-finanziario. Per questi ultimi vi è stato un vantaggio, in quanto nel settore sanitario la contabilità economico-patrimoniale è stata introdotta dopo il cosiddetto processo di aziendalizzazione avviato nel 1992-’93. Pertanto, la metodologia e la tecnica di rilevazione dei proventi (da riparto del fondo regionale, da ticket o da altre fonti) e dei costi si sono consolidate e sono state affinate anche a seguito delle analisi rese obbligatorie dal ministero nell’ambito del Siveas (Sistema nazionale di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria).

Le candidature sono state più numerose di quelle che ci si poteva aspettare nel primo anno di applicazione e la selezione delle aziende che, utilizzando un termine sportivo, sono arrivate in finale è stata tutt’altro che semplice. Preme sottolineare che, dopo aver verificato il rispetto dei criteri inderogabili per la redazione dei rendiconti economico-finanziari e del bilancio sociale, si è inteso dare particolare rilievo agli aspetti di facile leggibilità e qualità di comunicazione, convinti che oggi si debbano privilegiare gli enti trasparenti.

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