Tutti i nostri desideri (Toutes nos envies)

Tagliavini 14 ottobre, 2012 0 comments

l lavoro dei giudici ha un impatto rilevante sulla vita delle aziende, delle persone, della società. Lo vediamo in questi giorni in Italia con riferimento alla questione dell’Ilva di Taranto, e in tanti altri casi. Questa osservazione è razionalmente ovvia. Ma non è affatto ovvio “sentirla” spiritualmente. E capire la vera complessità delle vicende. L’importanza della Magistratura non si definisce tanto nel sistemare conteziosi tra privati. Si definisce nell’elaborare principi giurisprudenziali che cambiano il modo in cui le persone vivono (e muoiono). Claire (Marie Gillain), giudice e personaggio principale del film,  assume un punto di vista appossionato alle vicende che incontra: “Il mio dovere è prendere decisioni adeguate alla situazione delle persone!”.

Fare un film sul sovraindebitamento e sull’evoluzione dei principi giurisprudenziali vuon dire quasi inevitabilmente produrre una storia incomprensibile per chi non conosce le caratteristiche tecniche del problema e simultaneamente una storia ridicola per chi li conosce. Questo film è però una eccezione a questa regola, se veramente esiste questa regola. Il principio su cui ragiona il giudice è spiegato con molta chiarezza ed è probabile che abbia una buona attinenza ai casi reali che si verificano in Francia (di cui non ho esperienza diretta). La descrizione dei motivi per cui alcune persone soffrono nel non fare a meno di accontentare tutti i loro desideri (ricorrendo al credito anche quando non sarebbe certo il caso) è proposta in modo credibile.

Claire è un giovane magistrato di Lione: un giorno davanti a lei, in tribunale, compare la madre di una compagna di classe di sua figlia, “strozzata” dal sovraindebitamento. Decide allora di coinvolgere Stéphane, giudice esperto e disincantato ma sensibile al problema, nella sua battaglia contro le derive del credito al consumo. Tra lei e Stéphane nasce qualcosa: il desiderio di cambiare le cose e un legame profondo, ma soprattutto l’urgenza di vivere questi sentimenti. Anche in questo caso: ci salva l’Europa.

Le banche sono proposte nel film in modo semplicistico e caricaturale. Coloro che conoscono i meccanismi del management e della finanza sanno che le cose non sono così semplificate e nette. Ma rimane l’idea che le banche siano in effetti percepite in significativa misura proprio così. Questo è errore drammatico. Non per riceve la comunicazione, ma naturalmente che chi comunica e ottiene questi risultati. Certe volte pensiamo che la valutazione così negativa e frettolosa sia un fenomeno nostro nazionale. Questo film è francese e ci convince che il problema ha una radice su un livello più profondo. Al livello in cui si decide di servire la molla che ci porta a soddisfare patologicamente tutti i nostri desideri. Tutti e subito. Attivando il cliente facendo leva su questo elemento così profondo si finisce per incontrare esseri mostruosi.

GENERE: Drammatico

REGIA: Philippe Lioret

SCENEGGIATURA: Philippe Lioret, Emmanuel Courcol

ATTORI: Vincent Lindon, Marie Gillain, Amandine Dewasmes, Yannick Renier, Pascale Arbillot, Isabelle Renauld, Laure Duthilleul, Emmanuel Courcol, Marc Rioufol, Eric Godon, Filip Peeters

MUSICHE: Flemming Nordkrog – PRODUZIONE: Fin Août Productions, Mars Distribution, France 3 Cinéma

DISTRIBUZIONE: Parth̩nos РPAESE: Francia 2011 РDURATA: 120 Min

Sito: http://www.toutesnosenvies-lefilm.com/

Ispirato al romanzo “Vite che non sono la mia” di Emmanuel Carrère.

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